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Ottobre 2006
 
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Beresheet: in Principio
Di grande coninvolgimento lo spettacolo dei ragazzi della Galilea

Martedì 10 ottobre, dalle 9.30, al Teatro Aurora di Traversetolo i ragazzi delle scuole medie e delle scuole superiori hanno avuto una grande possibilità: quella di incontrare coetanei provenienti dalla Galiela e ascoltare cosa significano per loro,  pace e  guerra.
 
Il Teatro dell’Arcobaleno si è esibito sul palco del teatro Aurora davanti a una platea di giovani attenti e partecipi.
 
Il Teatro dell’Arcobaleno  riunisce una quarantina di giovanissimi attori (dai 14 ai 23 anni), provenienti da moshav di famiglie religiose ebraiche, kibbutzim di ebrei tradizionalisti, villaggi arabi abitati da cristiani e musulmani.
A Traversetolo, e in tournée in Italia però, il gruppo è di soli 14 elementi.
 
La fama della compagnia ha ormai varcato i confini della Galilea grazie alle numerose tournée internazionali e all’atmosfera gioiosa e coinvolgente che le accompagna.
 
Lo spettacolo
Il teatro dell’Arcobaleno ha proposto agli studenti delle scuole medie e superiori lo spettacolo “Beresheet - In Principio". "In Principio" sono le prime due parole della Bibbia.
Lo spettacolo è fatto di musica, luci e canzoni. I ragazzi, all'inzio indossano tutti un vestito bianco e una maschera dello stesso colore che copre i loro volti: non c'è differenza tra loro e anche per il gruppo (metaforicamente le diverse etnie e razze) si sente uguale. Regna l'armonia subito spezzata dal fatto che i vistiti bianchi si lacerano e sotto appaiono colori diversi. Ecco due gruppi: quello dei ragazzi vestiti di arancio e quellli dei ragazzi vestiti di viola. Il pensiero corre ai popoli della Galilea, ma anche di tutta la Terra: si guardano, si scoprono diversi, cominciano ad odiarsi, a picchiarsi, a uccidersi tra loro. Tutto sembra irrimediabilmente perso e distrutto ma c'è chi, ancora, tra loro, ha il coraggio di fidarsi e affidarsi all'altro: rinasce una speranza.
 
Lo spettacolo si è concluso con una bella canzone in ebraico le cui parole, tradotte in italiano, scorrevano sullo schermo del cinema. E' una canzone che parla di speranza appunto e di dialogo.
 
Particolarmente toccante è stato il momento in cui gli attori sono scesi dal palco, durante l'esibizione, e hanno portato con sé i giovani in sala coinvolgendoli in un girotondo di pace.
 
Al termine dello spettacolo c'è stato anche un momento di dialogo e confronto. Con un video il gruppo di Beresheet ha mostrato ai coetanei in sala la loro vita di tutti i giorni e quindi i giovani della Galilea hanno voluto ascoltare le domande del pubblico.
 
Il Teatro Comunitario della Galilea
Il Teatro Comunitario della Galilea (Teatro dell’Arcobaleno) è nato nel settembre del 2002 dall’impegno di Angelica-Edna Calò Livné, nata a Roma da un’antica famiglia ebraica, ma residente da oltre vent’anni in Alta Galilea (Kibbutz Sasa).
Insegnante e regista in scuole multiculturali e per ragazzi emarginati, animatrice instancabile di progetti per l’educazione alla convivenza e alla pace, Angelica Calò Livné ha ricevuto, tra altri riconoscimenti, il Premio Assisi 2004 (condiviso con un’amica palestinese, Samar Sahar).

Lo spettacolo
Lo spettacolo Beresheet (“In principio”, la prima parola della Bibbia) mette in scena, grazie al linguaggio essenziale del mimo, la tragedia quotidiana sperimentata in Israele dai giovani interpreti. Il messaggio è chiaro: la diffidenza, la paura, l’aggressività distruggono l’affinità originaria tra gli uomini, impedendo di vivere positivamente le diverse identità. La guerra, infine, rende tutti perdenti.
 
La semplice intensità dei gesti, la musica e le poche frasi recitate da una voce fuori campo esprimono efficacemente l’alternarsi degli stati d’animo. Ma Beresheet racconta soprattutto la scoperta dell’altro, la comunicazione e la solidarietà tra persone appartenenti a realtà diverse o in conflitto, con una splendida apertura alla speranza. La carica di entusiasmo e di fiducia trasmessa dai ragazzi è  il segreto del successo di questo spettacolo, che viene integrato dalla proiezione di fi lmati sulla vita quotidiana dei giovani in Israele e soprattutto dal dialogo tra gli attori, la regista e il pubblico.

 
La Fondazione “Beresheet LaShalom-Masks Off”
La Fondazione “Beresheet LaShalom-Masks Off” realizza progetti a sostegno del dialogo interculturale e interreligioso, di cui la compagnia teatrale è una delle realtà più attive; aiuta i giovani a prendere coscienza del loro ruolo nella società e a superare positivamente i disagi dell’adolescenza, esasperati dai traumi della guerra. Tra le numerose iniziative ricordiamo (oltre agli spettacoli Beresheet, Anne in the Sky, Pinocchio): “La giornata del Pane per la Pace” (preparato congiuntamente da donne israeliane e donne palestinesi); conferenze e testimonianze sulla vita in Israele e in Palestina; attività educative e formative ai due lati della barriera di sicurezza; pubblicazioni di articoli e libri sugli aspetti positivi della convivenza.
 
 
Lo spettacolo raccontato da chi l'ha  vissuto
Abbiamo allestito questo psettacolo di Teatro-Danza dopo un lungo percorso doloroso e sofferto.
In Beresheet i ragazzi esprimono la tragicitàdei momenti che stanno vivendo i loro popoli e il valore dei dialogo e dell'incontro.
Dopo un esercizio di mimo dove ognuno raccontava un dolore vissuto, una ragazza ha inziato, quasi gridando, un monologo struggente in cui raccontava la sua esperienza nell'ultima "vacanza" a Monbasa, in Kenia, quando l'albergo in cui si trovava divenne teatro di orrore e morte in seguito a un attentato contro un gruppo di turisti israeliani di cui faceva parte.
Ciò che è seguito è stato una sorta di viaggio attraverso i sogni e le paure dei ragazzi per raggiungere una meta di speranza ed è nato lo spettacolo "Beresheet": un messaggio di fiducia nell'avvenire, una vittoria del bene, della positività e della luce sul male e sulle tenebre che continuano a calare sul mondo.
Nello spettacolo vengono dette 5 frasi che danno il senso profondo dello stato d'animo di chi vive in un paese martoriato dalle guerre:
  • la libertà non esiste più!
  • ormai non mi fa più effetto nulla...neanche la morte!
  • non c'è nessun posto sicuro!
  • con quelli non ci si potrà mai parlare!
  • Mio Dio, deve esserci una soluzione! Deve esserci una speranza
 
 


Data di creazione: 11/10/2006
Data di modifica: 31/10/2006
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